Londres 38. © Michele Metta



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Londres 38 era un punto segreto di detenzione e tortura ubicato nel centro di Santiag. Chiamato "Yucatán" nel gergo militare, gestito da personale della DINA (ovvero, i servizi segreti del regime), fu in attività a partire dal Novembre 1973 e fino, aprossimatamente, agli ultimi giorni di Settembre del 1974. Altri nomi che gli vennero dati sono: "la casa del terror" e "la casa de las campanas", soprannome, quest'ultimo, che deriva dal fatto che dal suo interno si udivano le campane della vicina chiesa di San Francisco.

La palazzina era stata originariamente una sede locale del Partito Socialista prima di diventare uno dei principali centri di tortura della DINA, che qui impiegò modalità di repressione particolarmente feroci e grezze, tipiche purtroppo delle fasi iniziali di una dittatura: i prigionieri vi venivano condotti, bocconi e bendati, in furgoni-frigo ermetici che entravano nel garage, luogo in cui venivano finalmente fatti scendere e registrati. Venivano tenuti bendati anche dopo, una volta iniziata la detenzione, legati mani e piedi ad una sedia su cui dovevano rimanere permanentemente, giorno e notte, senza cibo e somministrando loro solo, e più che rarissimamente, acqua. Venivano staccati da queste sedie unicamente quando si trattava di portarli al terzo piano per le ulteriori torture. Pur essendo la palazzina relativamente ampia, il volume enorme di prigionieri che vennero lì ammassati la rese addirittura angusta. Una delle prigioniere, tenuta lì durante l'Agosto del 1974 da agenti de la DINA tra i quali figurano Luz Arce e Osvaldo Romo Mena, ha successivamente testimoniato della presenza di ben una ottantina di altri detenuti in condizioni igieniche pietose, in mezzo ad aria irrespirabile, senza cibo, e con il continuo lamento dei prigionieri torturati, quando non toccava a loro stessi esserlo.

La forma più diffusa di tortura a Londres 38 era la così detta "parrilla", ovvero l'applicazione di elettricità, ma non mancò sfortunatamente anche la consuetudine di far ricorso alla tortura ed alla violenza sessuale su parenti e persone care al prigioniero, torture e violenze sessuali che venivano svolte in sua presenza.

Con l'entrata in funzione di altri centri di detenzione e tortura - quello di avenida José Domingo Cañas angolo calle República de Israel e quello di Villa Grimaldi - avvenuta al termine dell'anno 1974, i prigionieri vennero fatti uscire da Londres 38 per portarli verso questi nuovi luoghi: è proprio in questa data che molti di loro verranno in realtà uccisi e fatti sparire, entrando a far parte del triste numero dei così detti desaparecidos.

La dittatura - fa parte della sua nefasta natura - si è sempre sforzata di negare l'esistenza di Londres 38 come centro di tortura. Ad esempio, lo negò nel Gennaio del 1978 Juan Ignacio García Rodríguez, sottosegretario al Ministero degli Interni dell'epoca; nel Giugno del 1978, Sergio Fernández, Ministro degli Interni, fece altrettanto; nel Giugno del 1979, nega anche Raúl Benavides Escobar, Ministro della Difensa di allora. Tuttavia, nel Gennaio del 1980, Manuel Contreras Sepúlveda - vale a dire, il capo stesso della DINA - ammise che, effettivamente, Londres 38 era stato uno dei luoghi usati dalla sua organizzazione, affermazione sostenuta in un periodo successivo anche dalle dichiarazioni di Marcelo Moren Brito.

Londres 38 era sotto la dipendenza della Brigada de Inteligencia Metropolitana (BIM), il cui comandante era l'ufficiale dell'esercito Manuel Manríquez Moyano. Le formazioni della DINA che operavano qui furono due: "Caupolicán" e "Tucapel". Tra il personale della DINA che operò a Londres 38 c'erano donne con compiti di tipo amministrativo, che scrivevano a macchina e consegnavano i dati dei prigionieri che via via arrivavano. Esistevano anche due gruppi operativi che uscivano per fare prigionieri che poi interrogavano e torturavano: Halcón 1 e Halcón 2.

Criminali che svolsero la propria attività presso Londres 38 furono: Manuel Manríquez Moyano, Ricardo Lawrence, Marcelo Moren Britto, il tenente Fernando Adrian Laureani Maturana, Luz Arce.

Assieme a questi, quattro gruppi:

Halcón: al comando di Miguel Krasnoff e formato dagli agenti Osvaldo Romo Mena, Basclay Zapata Reyes, alias "el Troglo", un agente con il nomignolo di Fuentes o "el Cara de Santo", Sottufficiale del Reggimiento Húsares; e un altro, Leyton, che usava come alias "Mario".

Tucán: al comando di Gerardo Godoy García, Tenente dei Carabineros, alias "Cachete Chico" o "Capitán Manuel", e formato dagli agenti Fuentes, alias "Mario" e Teresa Osorio amante di Zapata Reyes.

Águila (anche conosciuto come "los guatones"): al comando di Roberto Lawrence Mires, soprannominato "Cachete grande" e formato da Pedro Alfaro Hernández, Rosa Humilde Ramos, un altro chiamato Marín e un agente con tracce di una malattia su viso, collo e mani.

Altri agenti, strettamente collegati a questo centro: uno soprannominato "Concha", e che era autista di Miguel Krasnoff, e una guardia conosciuta come "Pájaro".

Attualmente, per cercare di allontanare dal luogo il ricordo di ciò che disgraziatamente fu, il numero 38 è stato cambiato in 40, e la palazzina è divenuta sede dell'Instituto O'Higginiano, il quale, tra l'altro, non ha esitato nel portare avanti uno sciagurato tentativo di messa all'asta, nonostante in data 1 Ottobre 2005 il Ministro dell'Istruzione del Governo del Cile presieduto da Lagos, Sergio Bitar, avesse conferito lo status di monumento storico nazionale al ex centro di tortura della DINA. A questa vendita si oppongono i familiari delle vittime di Londres 38, che giustamente ritengono che il luogo debba invece divenire sede di un Museo Permanente della Memoria, e per questo non mancano di svolgere manifestazioni celebrative, come testimoniato dalla serie di foto da me scattate che avete trovato all'inizio.

Ma questa pagina non vuole fermarsi qui. Londres 38 è infatti, a nostro modo di vedere, anche il "luogo" in cui parlare complessivamente di quella che è stata la violazione dei Diritti Umani in Cile, e non solo in Cile. Per questo motivo troverete ospitate in questa sezione anche altre storie di tortura e dolore legati alle dittature.


COLONIA DIGNIDAD


DISCLAIMER

This article is licensed under the GNU Free Documentation License. It uses material from the Wikipedia Italian, Spanish and English versions of the article "Colonia Dignidad".


Colonia Dignidad (che ha ora mutato il suo nome in Villa Baviera), è una comunità situata in un'area isolata della Provincia di Linares, nella Regione del Maule, nei pressi di Parral, nel Cile centrale. Fondata da un gruppo di immigrati Tedeschi capeggiati, a partire dal 1961, da Paul Schafer. Il nome per esteso della colonia era La Sociedad Benefactora y Educacional Dignidad, nome identico a quello di un precedente tentativo di metà anni '50.

Colonia Dignidad, assieme a Villa Grimaldi, divenne in realtà uno dei più rilevanti centri di detenzione e tortura di quell'epoca, con collegamenti con la struttura di polizia segreta denominata DINA.

ABUSI

Alcuni ex residenti, successivamente fuggiti, hanno descritto la colonia come una comunità dispoticamente dominata dal suo leader, Paul Schafer, che avrebbe beneficiato di un vero e proprio culto della sua persona. Questi ex-residenti sostengono che a nessuno era permesso allontanarsi dalla colonia, oltre ad una stretta segregazione per genere. Televisori e telefoni erano proibiti. I residenti venivano messi al lavoro con indosso i tipici vestiti del folclore Bavarese, e cantavano canzoni tipiche del repertorio tradizionale Tedesco. Era pratica comune subire la somministrazione di potenti psicofarmaci. Ugualmente diffuse la violenza fisica e la tortura, e questo per obbedire al dettame di Schafer secondo il quale la disciplina rafforza la spiritualità.

MOLESTIE SU MINORI

Paul Schafer, fondatore e leader della Colonia Dignidad, era un ex paramedico della Luftwaffe, il quale aveva lasciato la Germania nel 1961, dopo essere stato accusato di abusi sessuali su due bambini. La stessa accusa che verrà formalizzata, il 20 Maggio del 1997 (anno in cui la dittatura pinochettista era ormai giunta, da svariato tempo, a termine), da parte delle autorità Cilene, ma che questa volta riguarda molestie che Schafer avrebbe compiuto su ben 26 bambini della colonia. Nel Marzo 2005, Schafer viene arrestato in Argentina, ed estradato in Cile. Verrà condannato, assieme a 22 altri membri di Colonia Dignidad, giudicati colpevoli di averlo aiutato a perpetrare gli abusi. Tra questi, il dottor Hartmut Hopp, vicecomandante della colonia.

TORTURE

Investigazioni condotte da Amnesty International e dalla Commissione per la verità e la riconciliazione hanno acclarato che Colonia Dignidad venne usata dalla DINA, la polizia segreta Cilena, come campo di concentramento per la detenzione e tortura di prigionieri politici durante la dittatura di Augusto Pinochet, soprattutto nel periodo che va dal 1973 and 1977.

Il figlio di Manuel Contreras, il capo della DINA, ha dichiarato che suo padre e Pinochet visitarono Colonia Dignidad durante il 1974, e che suo padre e Schafer erano buoni amici. L'attuale leader di Villa Baviera (ex Colonia Dignidad), ha riconosciuto che nel periodo in cui il leader era Schafer nella colonia si svolgevano torture, aggiungendo che però ora le cose sarebbero totalmente diverse.

Nel Marzo del 2005, l'ex agente della DINA Michael Townley, ha ammesso legami tra Colonia Dignidad e la DINA stessa, ed ha altresì parlato di abusi su detenuti legati a sperimentazioni di Guerra batteriologica, esperimenti avvenuti con l'aiuto di un Centro per la guerra batteriologica, di cui non avrebbe fornito l'ubicazione, e di un secondo centro consimile che avrebbe avuto sede in calle Naranja de lo Curro.

Nel 2005, Gisela Seewald, una tedesca che si era unita a Colonia Dignidad nel 1963, confessò al giudice Jorge Zepeda di aver eseguito trattamenti psichiatrici su bambini, e questo perché Schafer sosteneva che si trattava di bimbi posseduti.

Il quadro che emerge è dunque quello di una colonia atta a svolgere attività ed esperimenti di matrice fascista che sembrano proseguire quelli compiuti dal nazismo durante la dittatura hitleriana. Aspetto che apparirebbe suffragato da una ulteriore accusa mossa contro Schafer, quella di essere coinvolto nella sparizione, avvenuta nel 1985, di Boris Weisfeiler, un professore di matematica Ebreo di origine Russa.

CASSE D'ARMI

Tra Giugno e Luglio del 2005, la polizia Cilena rinvenne due casse d'armi di cui la prima all'interno stesso della colonia, e costituita da fucili e pistole automatici, lanciarazzi a spalla, ed un considerevole numero di munizioni. Gli investigatori parlarono del più grande arsenale mai trovato in possesso di mani private di tutta la storia del Cile. La seconda, all'esterno di un ristorante condotto dalla colonia, e in cui furono rinvenuti lanciarazzi e granate.

VILLA BAVIERA

Attualmente, la colonia non ha smesso d'esistere, ma ha cambiato nome, ed i suoi nuovi leader assicurano che i vecchi tempi sono ormai alle spalle.

Nell'Aprile del 2006, ex membri della colonia si sono prodotti in un atto di pubblica contrizione, chiedendo perdono per 40 anni di abusi sessuali e violazioni dei Diritti Umani. In una lettera a tutta pagina pubblicata dal quotidiano cileno El Mercurio, adducendo a scusante che sarebbero stati dominati, mente e corpo, dal carismatico ex leader Paul Schafer.

FONTI

*Levenda, Peter (2nd ed., 2002). ''Unholy Alliance: History of the Nazi Involvement With the Occult''. Continuum International Publishing Group. ISBN 0-8264-1409-5.



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Londres 38 era un recinto secreto de detención y tortura ubicado en el centro de Santiago y conocido con el nombre "Yucatán" en la la jerga militar, usado por la DINA (o sea, los servicios secretos del regime) desde Noviembre de 1973 y hasta aproximadamente los últimos días de Septiembre de 1974. Otros nombres: "la casa del terror" y "la casa de las campanas", ese último porque desde su interior se oían las campanas de la vecina iglesia de San Francisco.

Este local había sido originalmente la sede de una dirección comunal del Partido Socialista antes pasar a ser uno de los principales centros de tortura de la DINA, que aquí empleó formas de repression particolarmente brutales y rudas, caracteristicas desdichadas de los periodos iniciales de una dictadura: los presos eran conducidos, boca abajo y vendados, en furgones frigoríficos herméticos que se introducían en el garaje, donde los prisioneros eran fichados y registrados. Después, se les mantenía vendados, amarrados de pies y manos y sentados en una silla día y noche, sin comida y, casi jamás, un poco de agua. se les sacaba de las sillas únicamente para conducirlos a interrogatorio en el tercer piso de la casa, donde se les sometía a otras, intensas torturas. A pesar que Londres 38 fuera un lugar bastante ancho, el numero enorme de prisionieros lo rindió verdaderamente angosto. Una de las presas, detenida en Agosto de 1974 por agentes de la DINA entre los cuales iban Luz Arce y Osvaldo Romo Mena, ha después testimoniado de la presencia de algo como ochenta detenidos sin higiene, ni luz, ni aire, ni comida, en el medio del continuo llanto de los torturados, cuando no los torturaban a ellos mismos.

La forma más habitual de tortura en Londres 38 era la "parrilla", o sea aplicación de electricidad, pero también, lamentablemente, tortura y vejaciones sexuales contra parientes y personas queridas por el encarcelado, tortura y vejaciones sexuales cometidas en su presencia.

Por la creación de otros recintos de detención y tortura - lo de avenida José Domingo Cañas esquina a la calle República de Israel y lo de Villa Grimaldi - a fines del año 1974, los prisioneros saliron de Londres 38 para conducirlos hacia estos nuevos lugares: es pero precisamente en esta fecha que una grande cuantidad de ellos será en realidad matado y ocultado.

La dictadura - es parte de su naturaleza - negó sistemáticamente la existencia de Londres 38 come recinto de detención y tortura. Por ejemplo, en Enero de 1978, Juan Ignacio García Rodríguez, Subsecretario del Ministerio del Interior Subrogante de la época, lo negó; en Junio de 1978, Sergio Fernández Fernández, Ministro del Interior; en Junio de 1979, Raúl Benavides Escobar, Ministro de Defensa Nacional. Todavía, en Enero de 1980, Manuel Contreras Sepúlveda - o sea, el jefe mismo de la DINA - admitió que, efectivamente, Londres 38 había sido uno de los lugares empleados por su organismo, afirmación después corroborada por Marcelo Moren Brito.

Londres 38 estuvo a cargo de la Brigada de Inteligencia Metropolitana (BIM), cuyo comandante era el oficial de ejercito Manuel Manríquez Moyano. Las agrupaciones de la DINA que aquí operaron fueron dos: "Caupolicán" y "Tucapel". Entre el personal de la DINA que trabajaba en Londres 38 existían mujeres que cumplían labores administrativa, escribían a maquina y consignaban los datos de los prisioneros que venían llegando. Existían también dos grupos operativos que salían a detener y luego interrogaban y torturaban: Halcón 1 y Halcón 2.

Criminales en el cuartel de Londres 38 fueron:

Manuel Manríquez Moyano, Ricardo Lawrence, Marcelo Moren Britto, el teniente Fernando Adrian Laureani Maturana, Luz Arce.

Operaban en este lugar cuatro grupos:

Halcón: bajo el mando de Miguel Krasnoff y conformado por los agentes Osvaldo Romo Mena, Basclay Zapata Reyes, alias "el Troglo", un agente apellidado Fuentes o "el Cara de Santo", Sub-Oficial del Regimiento Húsares; y otro apellidado Leyton de alias "Mario".

Tucán: al mando de Gerardo Godoy García, Teniente de Carabineros, alias el "Cachete Chico" o "Capitán Manuel" y conformado por un agente de apellido Fuentes, alias "Mario" y Teresa Osorio amante de Zapata Reyes.

Águila (o "los guatones"): al mando de Roberto Lawrence Mires, apodado "Cachete grande" y conformado por Pedro Alfaro Hernández, Rosa Humilde Ramos, otro apellidado Marín y un agente con manchas de vitíligo en cara, cuello y manos.

Otros agentes que están estrechamente vinculados a este centro: uno de apellido "Concha" que era chofer de Miguel Krasnoff y un guardia conocido como"Pájaro".

Actualmente, tratando de alejar el recuerdo, su numero 38 fue cambiado por 40, y allí funciona el Instituto O'Higginiano, instituto que no dudó un solo momento en empezar un desgraciado remate, no obstante que el 1 Ottobre de 2005 el ministro de Educación del Gobierno de Chile de Ricardo Lagos, Sergio Bitar, haya declarado monumento histórico nacional al ex centro de torturas de la DINA. A ese remate se oponen los familiares de las victimas de Londres 38, que justamente creen que el lugar deba en vez devenir un Museo Permanente de la Memoria, y para eso tienen manifestaciones, come testimonia la serie de fotos que tomé y que encontraste al principio de esta misma pagina.

Pero esta sección no quiere pararse aquí, siendo que Londres 38 es también, segun nuestro juicio, el "lugar" en que hablar in toto de lo que ha sido la violación de los Derechos Humanos en Chile, y no solo en Cile. Por eso aquí encontrarás igualmente otras historias de tortura y dolor relacionados a la dictadura.


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