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Spiegazione - Explicación - Explication

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Italiano


I PRIMI ANNI (TOP)

Pablo Neruda, il cui nome di battesimo è in realtà Ricardo Eliecer Reyes Basoalto, nacque a Parral, in Cile, cittadina a circa 300 km dalla capitale del Paese, Santiago, da un impiegato delle ferrovie e da una insegnante che lo lasciò orfano a soli due mesi dal parto. Conclusasi la tragedia, si trasferì con il padre a Temuco dove, dalle nuove nozze del genitore, nove anni dopo nacque il fratellastro Rodolfo. Il giovane Neruda, soprannominato ''Neftalì'' dal secondo nome della madre, dimostrò un interesse per la scrittura e la letteratura, avversato in questo dal padre ma incoraggiato dalla futura vincitrice del Premio Nobel Gabriela Mistral, che sarà sua insegnante durante il periodo di formazione scolastica del poeta. Il suo primo lavoro ufficiale come scrittore fu l'articolo "Entusiasmo y perseverancia", pubblicato ad appena 13 anni sul giornale locale "La Mañana". Nel 1920 iniziò ad utilizzare per le sue pubblicazioni lo pseudonimo Pablo Neruda, con cui è tutt'oggi pressoché esclusivamente conosciuto.

L'anno successivo, il 1921, si trasferì a Santiago per studiare la lingua francese alla locale università e con l'intenzione iniziale di praticare in seguito l'insegnamento, idea ben presto abbandonata per dedicare integralmente la sua vita alla poesia.

Nel 1923 pubblicò il suo primo volume in versi, ''Crepusculario'', che ricevette elogi da scrittori come Alone, Raúl Silva Castro e Pedro Prado, seguito, a distanza di un anno, da ''Veinte poemas de amor y una canción desesperada'', una raccolta di poesie d'amore, di stile modernista, e di spiccato contenuto erotico, soprattutto per i canoni dell'epoca, cosa che spinse alcuni a rifiutarlo, o ad accettarlo solo con riserva. Nonostante le polemiche, il libro venne tradotto in molte lingue ed entro la fine della decade vendette milioni di copie in tutto il mondo, rendendo l'autore universalmente noto. E' tuttora una delle sue opere maggiormente apprezzate.

In seguito, si manifesta un proposito di forte rinnovamento formale, d'intenzione avanguardista, visibile nello stile di tre brevi libri pubblicati nel 1926: ''El habitante y su esperanza'', ''Anillos'' (in collaborazione con Tomás Lagos, scrittore ed amico) e ''Tentativa del hombre infinito''.


GLI INCARICHI DIPLOMATICI

Per quanto la fama di Neruda fosse ormai considerevole, questi si ritrovò improvvisamente in una condizione di povertà che lo costrinse ad accettare nel 1927 un incarico di console onorario nel Sudest asiatico, a Rangoon in Birmania, seguito da altri a Ceylon, a Giava e Singapore. Sull'isola di Giava si sposò con una impiegata di banca di nazionalità Olandese, Maryka Antonieta Hagenaar Vogelzang.

Durante i suoi incarichi diplomatici, Neruda riuscì a comporre un gran numero di poesie, sperimentando varie forme poetiche tra cui quelle surrealistiche che si possono trovare nei primi due volumi di ''Residencia en la tierra'' che risalgono a questo periodo.

Prima di ritornare in Cile, ottenne altre destinazioni diplomatiche, dapprima a Buenos Aires, quindi a Barcellona, in Spagna, dove in seguito sostituì Gabriela Mistral nella carica di console a Madrid. In questo periodo fece la conoscenza di altri famosi scrittori come Rafael Alberti, Federico García Lorca e il poeta Peruviano César Vallejo. Durante la sua permanenza nella capitale spagnola nacque anche la figlia Malva Marina Trinidad, che era però affetta da idroencefalite, orribile malattia che ne provocò, purtroppo, la morte in tenera età. Sarà proprio lo stato di frustrante prostrazione ed incurabilità di quella che è poi l'unica figlia mai avuta dal poeta nell'intero corso della sua esistenza la causa vera dei dissapori sempre più insopprimibili che portarono ad una crisi familiare con la Hagenaar, crisi che giunse a pieno compimento allorquando sfociò nella frequentazione da parte del poeta con un'altra donna, argentina, di nome Delia del Carril, di vent'anni più anziana di lui. Appassionata fautrice del comunismo, è lei, va detto, ad indirizzare le iniziali tendenze anarco-individualiste di Pablo Neruda verso gli ideali marxisti.


IL COMUNISMO

L'abbraccio delle idee comuniste e di solidarietà civile trova ulteriore humus per Neruda anche nella repulsione da lui provata nei confronti dei soprusi compiuti dai fascisti di Francisco Franco durante gli anni della guerra civile spagnola. La sua "svolta a sinistra" fu ancora più decisa dopo la barbara uccisione, da parte delle forze del generale Franco, di Federico Garcia Lorca, che era divenuto anche amico personale di Neruda: il suo appoggio al fronte repubblicano, che si opponeva alla allora nascente dittatura franchista, fu totale, sia nei discorsi che negli scritti, come, ad illuminante esempio, la raccolta di poesie ''España en el corazón''.

In seguito all'elezione a presidente del Cile di Pedro Aguirre Cerda nel 1938, di cui Neruda era stato un sostenitore, il poeta ricevette l'incarico di riuscire a far evacuare dai campi profughi Francesi 2.000 esiliati spagnoli, per i quali organizzò un trasferimento via mare in Cile, utilizzando la nave ''Winnipeg''. In questa occasione gli venne rimproverato di aver privilegiato gli sfollati di fede comunista a scapito degli altri, anche se sembra che la scelta sulle persone da imbarcare sia stata fatta principalmente dal presidente della repubblica spagnola in esilio, Juan Negrín. L'inconsistenza di queste accuse è poi ulteriormente dimostrata dal grande affetto con cui, ancora oggi, Neruda è largamente ricordato, per tale episodio, da una amplissima fascia della popolazione iberica.

Tra il 1940 e il 1943, gli venne assegnato l'incarico di console generale a Città del Messico, e fu in questi anni che richiese il divorzio dalla prima moglie olandese, sposandosi con Delia del Carril e apprendendo anche che la figlia era morta a soli 8 anni nei territori occupati dei Paesi Bassi.

Dopo il tentativo di omicidio di Leon Trotsky del 1940, per cercare di salvarlo dalle conseguenze dell'accusa di essere uno dei cospiratori, aiutò il pittore Messicano David Alfaro Siqueiros ad ottenere un visto di ingresso per il Cile, ospitandolo nella sua residenza privata ed ottenendone in cambio un ''murale'' dipinto nella scuola di Chillán.

Nel 1943, durante il viaggio di ritorno a casa, si fermò in Perù, esplorando il Machu Picchu, e rimanendo particolarmente colpito dalla città degli Inca, cosa che gli ispirò, nel 1945, la scrittura di ''Alturas de Macchu Picchu'', un poema in 12 parti sulla colonizzazione di questa zona. Lo stesso argomento ispirò anche ''Canto general'', pubblicato nel 1950, il quale contiene anche fortissimi accenti polemici contro il così detto imperialismo statunitense, che sfocia in quelle che oggi verrebbero definite tematiche no-global. Valgano per tutte, a questo proposito, le sue invettive contro gli abusi di industrie USA come la Coca-Cola.

Negli anni successivi, aumentò la sua ammirazione per l'Unione Sovietica - anche per il ruolo decisivo svolto nella definitiva sconfitta del nazismo - e per il suo leader Stalin, celebrato alla sua morte nel 1953 da una composizione a lui dedicata. Va però altresì evidenziato come le rivelazioni successive sul culto della personalità coltivato dal dittatore russo e sulla sua partecipazione alle cruente purghe del periodo spinsero Neruda a cambiare opinione e a ripudiare la composizione menzionata. Nelle sue memorie si dispiacerà di aver contribuito alla creazione di un'impressione generale errata su Stalin, portando a sua scusante il fatto che solo a partire dal celebre discorso di Nikita Khrushev, il successore di Stalin, durante il XX congresso del partito comunista sovietico che si tenne a Mosca nel Febbraio del 1956, era stata svelata al Mondo la realtà degli orrori dello stalinismo. L'errore di valutazione nei confronti di Stalin lo portò a guardare con un occhio sospettoso anche il comunismo Cinese, che conobbe nel 1957, temendo la ripetizione degli stessi errori anche nei confronti di Mao Tse-Tung. Nonostante le disillusioni, Neruda rimase comunque sempre fedele alle sue convinzioni comuniste e, criticato da molti detrattori, non si espose mai ad una condanna pubblica nei confronti della politica sovietica repressiva nei confronti degli intellettuali dissidenti del tempo Boris Pasternak e Joseph Brodsky.


LA POLITICA IN CILE

Il 4 marzo 1945 ottenne la sua prima nomina ufficiale come senatore in seno al partito comunista delle province nordorientali del Cile di Antofagasta e Tarapacá, situate nell'inospitale deserto di Atacama, e pochi mesi dopo prese la tessera del Partito Comunista cileno.

L'anno seguente, il candidato ufficiale del Partito Radicale cileno per le elezioni presidenziali, Gabriel González Videla, gli chiese di assumere la direzione della sua campagna elettorale. A questo incarico il poeta si dedicò con fervore, contribuendo alla sua nomina a presidente, ma rimanendone deluso per il ripudio del partito comunista compiuto da Videla, con inaspettato voltafaccia, ad elezione avvenuta. Il punto di non ritorno per il rapporto tra i due fu la violenta repressione dei minatori in sciopero nella regione di Bío-Bío, a Lota, dell'ottobre 1947. I manifestanti vennero imprigionati in carceri militari e in campi di concentramento nei pressi della città di Pisagua. La disapprovazione di Neruda giunse all'apogeo con un drammatico discorso tenuto il 6 gennaio 1948 davanti al senato cileno, chiamato in seguito "Yo acuso", in cui lesse all'assemblea l'elenco dei minatori tenuti prigionieri.


L'ESILIO

La reazione da parte di Videla fu l'emanazione di un ordine d'arresto contro Neruda, per sottrarsi al quale il poeta si vide costretto ad intraprendere un duro periodo - 13 mesi - di fuga, nascosto da amici e compagni. Inoltre, Videla promulgò anche la così detta "Ley de Defensa Permenente de la Democracia" (che dai detrattori viene definita invece "Ley maldida"), in base alla quale il Partito Comunista cileno venne dichiarato fuorilegge e oltre 26.000 persone iscritte vennero cancellate dalle liste elettorali, mentre i loro rappresentanti eletti venivano naturalmente fatti decadere dalle cariche: pertanto, anche Neruda si trovò a non essere più membro del Parlamento.

Questo periodo di latitanza cessò nel marzo del 1949, quando il poeta riuscì a rifugiarsi in Argentina dopo una avventurosa attraversata delle Ande; di questa fuga fece un resoconto dettagliato in occasione del suo discorso di ringraziamento tenuto durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel.

Nel suo esilio, durato tre anni, conobbe a Buenos Aires il futuro Premio Nobel e novellista Miguel Angel Asturias, che ricopriva la carica di attaché culturale per il Guatemala, e che riuscì a procurargli un passaporto grazie al quale Neruda poté abbandonare l'Argentina. In virtù di questo, e dell'aiuto ricevuto da Pablo Picasso, Neruda riuscì ad arrivare a Parigi, compiendo una apparizione a sorpresa al "Congresso Mondiale dei Partigiani della Pace", clamorosa in quanto, nel frattempo, il governo cileno non aveva fatto altro che continuare a negare che il poeta avesse lasciato il territorio natio.

Furono, quelli dell'esilio, anche anni di numerosi viaggi: in Europa, India, Cina, URSS e Messico. Proprio in quest'ultimo Stato, Neruda venne colpito da un serio attacco di flebite, strascico delle lunghe costrizioni in luoghi molto angusti cui l'aveva obbligato la latitanza; durante il periodo di cure, conobbe una cantante cilena, Matilde Urrutia, con cui iniziò una relazione destinata a culminare anni dopo nel suo terzo matrimonio.

Dopo il tentativo di omicidio di Leon Trotsky del 1940, per cercare di salvarlo dalle conseguenze dell'accusa di essere uno dei cospiratori, aiutò il pittore Messicano David Alfaro Siqueiros ad ottenere un visto di ingresso per il Cile, ospitandolo nella sua residenza privata ed ottenendone in cambio un ''murale'' dipinto nella scuola di Chillán.

Il periodo messicano fu anche quello della pubblicazione del poema ''Canto General'', iniziato anni prima in Cile e portato con sé durante la fuga, in cui vengono descritte storia, geografia, flora e fauna del Sudamerica. E' interessante aggiungere che una versione più breve del manoscritto era stata pubblicata già alcuni mesi prima, in Cile, sulla base di versioni dei testi rimaste in Patria, a cura proprio di quel Partito Comunista allora in clandestinità a causa della già ricordata "Ley de defensa" voluta da Videla.

Nel 1952, Neruda visse per un periodo in una villa messagli a disposizione da Edwin Cerio a Capri; tale episodio venne in seguito rappresentato da Massimo Troisi nel suo film ''Il postino'' (1994), con Philippe Noiret nelle vesti del poeta cileno, e diretto dal regista Michael Radford. La pellicola è liberamente ispirata al romanzo ''Il postino di Neruda'' di Antonio Skarmeta.


IL RITORNO IN PATRIA

Nel 1952, il governo del dittatore Videla era ormai al termine, distrutto anche da numerosi scandali per corruzione, e il Partito Socialista presentò la candidatura di Salvador Allende, suo membro, a nuovo presidente del Cile, richiedendo contemporaneamente la presenza in Patria di Neruda, quale letterato più illustre del Cile, al fine di avallarne al meglio l'investitura.

Neruda tornò così in agosto, ritrovando anche, provvisoriamente, la moglie Delia del Carril, ma il matrimonio era ormai destinato al naufragio, grazie anche alla nuova relazione iniziata in Messico. Di conseguenza, nel 1955, Delia lo lasciò per fare ritorno in Europa.

Tuttavia, va chiarito che l'abbandono di Delia non coincise assolutamente con uno scemare dell'impegno civile di Neruda. Pur alimentando la sua fama di poeta con nuovi libri che lo portano a rafforzare la propria notorietà universale - come del resto testimoniano le traduzioni dei suoi testi già allora operate in pressoché tutte le maggiori lingue del mondo - Neruda contemporaneamente non trascurò affatto di levare alta anche la sua voce di politico, specie per esprimere la condanna degli Stati Uniti ai tempi della crisi dei missili di Cuba e, ancora dopo, nei confronti della guerra del Vietnam. Con questo suo comportamento si attirò gli strali delle parti più conservatrici degli USA, e il ''Congress for Cultural Freedom'', organizzazione dietro la quale in realtà si celava la CIA, il servizio di controspionaggio statunitense purtroppo noto, e non solo in questo caso, più che per meriti, per le sue attività di falsificazione e disinformazione, cercò di minare in ogni modo la credibilità e la reputazione del poeta, citando ad esempio il comportamento di questi nel caso del tentato assassinio di Trotsky del 1940.

Questa campagna si calmò solo nel 1964, quando venne ventilata la possibilità di insignire Neruda del Premio Nobel e fu chiaro che l'unica alternativa a questa candidatura sarebbe stata quella a favore di un personaggio ancora più scomodo per i conservatori statunitensi: Jean-Paul Sartre.

Nel 1966, il poeta fu a New York, per una conferenza internazionale dell'associazione degli scrittori. Non prima però che Arthur Miller, organizzatore dell'evento, riuscisse finalmente a superare i numerosi e ripetuti ostacoli che l'amministrazione Johnson gli aveva frapposto, a causa della appartenenza di Neruda al Partito Comunista; l'opera di mediazione e persuasione di Miller fu tuttavia talmente abile da consentire la concessione del visto d'entrata e la presenza alla conferenza non solo per il poeta Cileno, ma anche per tanti altri letterati allora considerati scomodi dal governo USA, dato che si trattava addirittura di intellettuali provenienti da oltre la cosiddetta "cortina di ferro". Proprio per le caratteristiche appena ricordate, questo convegno verrà in seguito considerato dallo scrittore messicano Carlos Fuentes come uno dei primi passi verso la fine della Guerra Fredda. A lavori conclusi, Neruda effettuò, per la Biblioteca del Congresso, delle registrazioni audio di alcune delle sue composizioni.

Durante il viaggio di ritorno in patria, Neruda fece una sosta in Perù, dove venne accolto con tutti gli onori dal presidente Fernando Belaúnde Terry, creando però un incidente diplomatico con Cuba. Dato che in quegli anni i rapporto tra il paese andino e l'isola governata da Fidel Castro erano alquanto tesi a causa delle differenze politiche, il poeta venne accusato dagli intellettuali cubani di essere un revisionista al soldo degli ''Yankees''. La cosa, oltre ad impedire ulteriori visite di Neruda all'isola caraibica sino al 1968, rattristò altresì enormemente il poeta, il quale, nella propria autobiografia ''Confesso che ho vissuto'' critica ferocemente l'atteggiamento bigotto di questi intellettuali, definendo il loro gesto un colpo gratuito alla schiena. Va ricordato, a chiusura di questo episodio, che nel 1967, alla morte di Ernesto Che Guevara in Bolivia, Neruda scrisse numerosi articoli sulla perdita del "grande eroe della rivoluzione", dalla cui stima era del resto ricambiato, come testimonia la composizione, da parte di Guevara, perfino di un piccolo saggio elogiativo sul libro di Neruda ''Canto Generale''.


GLI ULTIMI ANNI

Nel 1970, Neruda fu indicato come uno dei candidati alla carica di presidente della repubblica cilena, ma si ritirò dalla competizione elettorale appoggiando nuovamente Salvador Allende, e aiutandolo a divenire Capo dello Stato. Per circa due anni e mezzo riprese allora la carriera diplomatica presso la sede di Parigi, da cui dovette però fare ritorno a causa delle sue cagionevoli condizioni di salute.

Il 21 ottobre 1971, ottenne, terzo scrittore dell'America Latina dopo Gabriela Mistral nel 1945 e Miguel Angel Asturias nel 1967, il Premio Nobel per la letteratura. Al suo primo ritorno in patria, l'anno successivo, venne trionfalmente accolto in una manifestazione che si tenne presso lo stadio di Santiago.

Di questi anni sono anche le sue ultime pubblicazioni in vita, ''La espada encendida'' e ''Las piedras del cielo'', edite durante il suo soggiorno parigino.

Fece anche in tempo, prima di morire il 23 settembre 1973 per un cancro alla prostata, ad assistere al disfacimento dell'opera compiuta da Allende: un colpo di stato, guidato, con la complicità degli Stati Uniti d'America, dal generale augusto pinochet, e avvenuto l'11 settembre dello stesso anno, metteva fine al progetto in cammino di un Cile migliore, giusto ed indipendente. Consumatosi l'atroce atto, i militari cominceranno ad angariarlo con ignobili e totalmente arbitrarie perquisizioni, eseguite per ordine diretto del generale golpista; durante una di tali perquisizioni, viene riportato che Neruda disse agli uomini armati:

Guardatevi in giro. C'è un unico pericolo per voi qui ... è la poesia

Il suo funerale, dopo il decesso in una clinica di Santiago, fu anche uno dei primissimi momenti di eroica opposizione alla dittatura, poiché avvenne nonostante la presenza ostile e intimidatoria dei militari a mitra spianato che guardavano a vista i partecipanti, come testimonia un filmato clandestino girato all'epoca. Fu, inoltre, un gesto di solidarietà, e di ribellione contro l'ultimo, spregevole sfregio nei confronti del poeta, subito proprio mentre inerme giaceva nel letto d'ospedale in cui sarebbe morto: la devastazione, ad opera degli sgherri al soldo di pinochet, delle sue proprietà.

L'ultima moglie pubblicò postuma l'autobiografia su cui Neruda aveva lavorato sino al giorno antecedente la sua dipartita, suscitando il risentimento di Pinochet, non ultimo perché, in tale autobiografia, Neruda non mancava di smascherare spietatamente la brutalità della dittatura. Anche di Matilde Urrutia venne pubblicata, nel 1986, un'autobiografia, sulla parte della propria esistenza trascorsa con il poeta, dal titolo ''Mi vida junto a Pablo Neruda''; nel 1990, dopo la restaurazione della democrazia, vennero finalmente riabilitate e rimesse in commercio in Patria le opere del poeta.

Le tre abitazioni possedute da Neruda in Cile, ''La Chascona'' a Santiago, ''La Sebastiana'' a Valparaiso, e la ''Casa de Isla Negra'' sono oggi state trasformate in musei gestiti dalla Fondazione Neruda.


Castellano


JUVENTUD (TOP)

Pablo Neruda, cuyo nombre verdadero, cambiado en el 1946 mediante trámite legal, era '''Ricardo Eliezer Neftalí Reyes Basoalto''', nació en Parral, el 12 de Julio de 1940, hijo de José del Carmen Reyes Morales, obrero ferroviario, y Rosa Basoalto Opazo, maestra de escuela, fallecida un mes después de su nacimiento.

En 1906 la familia se traslada a Temuco donde su padre se casa con Trinidad Candia Marverde, a quién el poeta menciona con el nombre de Mamadre en textos como "Confieso que he vivido" y "Memorial de Isla Negra". Realiza sus estudios en el Liceo de Hombres de esta ciudad, donde también publica sus primeros poemas en el periódico regional La Mañana. En 1919 obtiene el tercer premio en los Juegos Florales de Maule con su poema ''Nocturno ideal''. En 1920 comienza a contribuir con la revista literaria "Selva Austral" bajo el seudónimo de Pablo Neruda, que adoptara en homenaje al poeta checo Jan Neruda (1834-1891).

En 1921 se radica en Santiago y estudia pedagogía en francés en el Instituto Pedagógico de la Universidad de Chile, donde obtiene el primer premio de la fiesta de la primavera con el poema "La canción de fiesta", publicado posteriormente en la revista Juventud. En 1923, publica "Crepusculario", que es reconocido por escritores como Alone, Raúl Silva Castro y Pedro Prado. Al año siguiente aparece en Editorial Nascimento sus "Veinte poemas de amor y una canción desesperada", en el que todavía se nota una influencia del modernismo. Posteriormente se manifiesta un propósito de renovación formal de intención vanguardista en tres breves libros publicados en 1926: ''El habitante y su esperanza''; ''Anillos'' (en colaboración con Tomás Lagos) y ''Tentativa del hombre infinito''.

CONSUL

En 1927 comienza su larga carrera diplomática cuando es nombrado cónsul en Rangún, Birmania. Será luego cónsul en Sri Lanka, Singapur, Buenos Aires, Barcelona y Madrid. En sus múltiples viajes conoce en Buenos Aires a Federico García Lorca y en Barcelona a Rafael Alberti. En 1935, Manuel Altolaguirre le entrega la dirección a Neruda de la revista "Caballo verde para la poesía" en la cual es compañero de los poetas de la generación del 27. Ese mismo año aparece la edición madrileña de "Residencia en la tierra".

En 1936 estalla la Guerra civil española. Conmovido por la guerra y el asesinato de García Lorca, Neruda se compromete con el movimiento republicano, primero en España y luego - ya desplazado de su cargo diplomático - en Francia, donde comienza a escribir "España en el corazón" (1937). En ese año regresa a su patria, y su poesía durante el período siguiente se caracterizará por una orientación hacia cuestiones políticas y sociales.

En 1939 es designado cónsul especial para la inmigración española en París, y poco tiempo después Cónsul General en México, donde reescribe su "Canto General de Chile" transformándolo en un poema épico sobre todo el continente sudamericano, su naturaleza, sus gentes y su destino histórico. Esta obra, titulada "Canto General", fue publicada en México en 1950, y también clandestinamente en Chile. Compuesta de unos 250 poemas en quince ciclos literarios, constituye (a juicio del propio Neruda) la parte central de su producción artística. Al poco tiempo de publicado, "Canto General" fue traducido a alrededor de diez idiomas. Casi todos los poemas que lo componen fueron creados en circunstancias particularmente difíciles, cuando Neruda vivía en el exilio.

EXILIO

Habiendo retornado a Chile en 1943, Neruda recibe el Premio Nacional de Literatura en 1945. En este último año (4 de marzo) es electo Senador de la República, y se une al Partido Comunista de Chile. En las elecciones presidenciales chilenas de 1946 triunfa una coalición (Alianza Democrática) integrada por radicales, comunistas y demócratas, llevando al poder a Gabriel González Videla. La represión desencadenada por este último contra los trabajadores mineros en huelga llevará a Neruda a protestar vehementemente en el Senado. La persecución desatada por el gobierno de González Videla contra sus antiguos aliados comunistas, que culminará en la prohibición del partido (3 de septiembre de 1948) forzarán a Neruda primero a la clandestinidad en su propio país, y luego al exilio. Huye hacia Argentina cruzando a caballo la Cordillera de los Andes en 1949, y se dirige a Europa. En 1952, en Italia, prepara la publicacion de ''Los versos del capitán'', coronamento de su amor con Matilde Urrutia.

REGRESO

Caído Videla, Neruda puede por fin regresar a Chile recién en 1952. Gran parte de lo que escribe en ese tiempo lleva el sello de sus actividades políticas.

En 1954 publica ''Las uvas y el viento'' (en donde se encuentra una elegía a Stalin que pero despues será renegada) y ''Odas elementales''. En 1958 aparece ''Estravagario'' con un nuevo cambio en su poesía. En 1965 se le otorga el título de doctor ''honoris causa'' en la Universidad de Oxford, Gran Bretaña.

EL GOLPE

En 1969 el Partido Comunista lo elige como candidato a Presidente de la República, pero renuncia en favor de Salvador Allende como candidato unificado de la Unidad Popular, que triunfa en las elecciones de 1970. En octubre de 1971 recibe el Premio Nobel de Literatura. El gobierno de la Unidad Popular lo designa Embajador en Francia, de donde regresa a su país en 1972. Muere en la Clinica Santa María de Santiago el 23 de septiembre de 1973, por un cáncer de próstata. Pocos días antes, el 11 de septiembre, el gobierno de Allende había sido violentamente derrocado por un golpe de estado militar encabezado por el General Augusto Pinochet, y la casa de Neruda en Santiago había sido saqueada y sus libros incendiados. Su funeral estuvo rodeado de soldados armados de ametralladoras. Sus restos descansan junto a los de su tercera esposa, Matilde, en la casa (hoy museo) que poseía en Isla Negra.

Póstumamente se publicaron sus memorias en 1974, con el título ''Confieso que he vivido''.

Tuvo tres esposas. En 1930 se casó con María Antonieta Hagenaar, de quien se divorció en 1936. Desde mediados de la década de 1930 hasta su divorcio en 1955 vivió con Delia de Carril, ''la Hormiguita'', con quien se había casado en 1943. En 1966 se casó con Matilde Urrutia.


English


EARLY YEARS (TOP)

Neruda was born in Parral, Chile, a city some 300 km south of Santiago. His father, José del Carmen Reyes Morales, was a railway employee; his mother, Rosa Neftalí Basoalto Opazo, was a schoolteacher who died two months after he was born. Neruda and his father soon moved to Temuco, where his father married Trinidad Candia Marverde, a woman with whom he had had a child nine years earlier, a boy named Rodolfo. Neruda also grew up with his half-sister Laura, one of his father's children by another woman.

The young Neruda was called "Neftalí", his late mother's maiden name. His interest in writing and literature was opposed by his father, but he received encouragement from others, including future Nobel Prize winner Gabriela Mistral, who headed the local girls' school. His first published work was an essay he wrote for the local daily newspaper, ''La Mañana'', at the age of thirteen: ''Entusiasmo y perseverancia'' ("Enthusiasm and Perseverance"). By 1920, when he adopted the pseudonym of Pablo Neruda, he was a published author of poetry, prose, and journalism.

"VEINTE POEMAS"

In the following year (1921), he moved to Santiago, to study French at the Universidad de Chile with the intention of becoming a teacher, but soon he was devoting himself full time to poetry. In 1923 his first volume of verse, ''Crepusculario'' ("Book of Twilights"), was published, followed the next year by ''Veinte poemas de amor y una canción desesperada'' ("Twenty Poems of Love and a Song of Despair"), a collection of love poems that was controversial for its eroticism. Anyway, both works were critically acclaimed and were translated into many languages. Over the decades, ''Veinte poemas'' would sell millions of copies and become Neruda's best-known work.

Neruda's reputation was growing both inside and outside of Chile, but he was plagued by poverty. In 1927, out of desperation, he took an honorary consulship in Rangoon, then a part of colonial Burma and a place of which he had never before heard. Later, he worked stints in Colombo (Ceylon), Batavia, and Singapore. In Java he met and married his first wife, a tall Dutch bank employee named Maryka Antonieta Hagenaar Vogelzang. While on diplomatic service, Neruda read large amounts of poetry and experimented with many different poetic forms. He wrote the first two volumes of ''Residencia en la tierra'', which included many surrealistic poems, later to become famous.


SPANISH CIVIL WAR

After returning to Chile, Neruda was given diplomatic posts in Buenos Aires and then Barcelona, Spain. He later replaced Gabriela Mistral as consul in Madrid, where he became the center of a lively literary circle, befriending such writers as Rafael Alberti, Federico García Lorca, and the Peruvian poet César Vallejo. A daughter, Malva Marina Trinidad, was born in Madrid; she was to be plagued with health problems for the whole of her short life. During this period, Neruda became slowly estranged from his wife and took up with Delia del Carril, an Argentine woman who was twenty years his senior and who would eventually become his second wife.

As Spain became engulfed in Civil war, Neruda became profoundly politicized for the first time. His experiences of the Spanish Civil War and its aftermath moved him away from individualistic, inwardly focused work towards social commitment and greater solidarity. Neruda became an ardent communist, and remained so for the rest of his life. The radical leftist politics of his literary friends, as well as that of del Carril, were contributing factors, but the most important catalyst was the execution of García Lorca by forces loyal to Francisco Franco. By means of his speeches and writings, Neruda threw his support behind the Republican side, publishing a collection of poetry called ''España en el corazón'' ("Spain in My Heart"). Neruda's wife and child moved to Monte Carlo; he was never to see either of them again. He took up full time with del Carril in France.

Following the election in 1938 of President Pedro Aguirre Cerda, whom Neruda supported, he was appointed special consul for Spanish emigration in Paris. There Neruda was given responsibility for what he called "the noblest mission I have ever undertaken": shipping 2,000 Spanish refugees, who had been housed by the French in squalid camps, to Chile on an old boat called the ''Winnipeg''. Neruda is sometimes charged with strongly favoring Communists for emigration while excluding others who had fought on the side of the Republic; others deny these accusations, pointing out that Neruda chose only a few hundred of the refugees personally; the rest were selected by the Service for the Evacuation of Spanish Refugees, set up by Juan Negrín, as president of the Spanish Republican government-in-exile. The demonstration about how false theese accusations are is the greatest love Spanish remember Neruda with still today.

Neruda's next diplomatic post was as Consul General in Mexico City, where he spent the years 1940 to 1943. While in Mexico, he divorced Hagenaar, married del Carril, and learned that his daughter had died, aged eight, in the Nazi-occupied Netherlands from her many health problems.

After the failed 1940 assassination attempt against Leon Trotsky, Neruda, at the request of Mexican President Manuel Ávila Camacho, arranged a Chilean visa for the Mexican painter David Alfaro Siqueiros, accused of having been one of the conspirators. This enabled Siqueiros, then jailed, to leave Mexico for Chile, where he stayed at Neruda's private residence. In exchange for Neruda's assistance, Siqueiros spent over a year painting a mural in a school in Chillán. In his memoirs, Neruda dismissed as "sensationalist politico-literary harassment" the allegations that his intent had been to help an assassin.

In 1943, following his return to Chile, Neruda made a tour of Peru, where he visited Machu Picchu. The austere beauty of the Inca citadel later inspired ''Alturas de Macchu Picchu'', a book-length poem in twelve parts which he completed in 1945 and which marked a growing awareness and interest in the ancient civilizations of the Americas: themes he was to explore further in ''Canto general''. In this work, Neruda celebrated the achievement of Machu Picchu, but also condemned the slavery which had made it possible. In the Canto XII, he called upon the dead of many centuries to be born again and to speak through him. Martin Espada, poet and professor of creative writing at the University of Massachusetts, has hailed the work as a masterpiece, declaring that "there is no greater political poem".

Bolstered by his experiences in the Spanish Civil War, Neruda, like many left-leaning intellectuals of his generation, came to admire the Soviet Union of Joseph Stalin, partly for the role it played in defeating Nazi Germany. In 1953 Neruda was awarded the Stalin Peace Prize. On Stalin's death that same year, Neruda wrote an ode to him. Neruda later came to rue his support of the Russian leader; after Nikita Khrushchev's famous Secret Speech during 20th Party Congress in 1956, in which he denounced the "cult of personality" that surrounded Stalin and accused him of committing crimes during the so called "Great Purges", Neruda wrote in his memoirs "I had contributed to my share to the personality cult," explaining that "in those days, Stalin seemed to us the conqueror who had crushed Hitler's armies". Of a subsequent visit to China in 1957, Neruda would later write: "What has estranged me from the Chinese revolutionary process has not been Mao Tse-tung but Mao Tse-tungism", which he dubbed Mao Tse-Stalinism: "the repetition of a cult of a Socialist deity". However, despite his disillusionment with Stalin, Neruda never lost his essential faith in communism and remained loyal to "the Party". He would later refuse publicly to condemn the Soviet repression of dissident writers like Boris Pasternak and Joseph Brodsky: an attitude with which even some of his staunchest admirers disagreed.


SENATOR

On March 4 1945 Neruda was elected a Communist party senator for the northern provinces of Antofagasta and Tarapacá in the arid and inhospitable Atacama Desert. He officially joined the Communist Party of Chile four months later.

In 1946, Radical Party presidential candidate Gabriel González Videla asked Neruda to act as his campaign manager. González Videla was supported by a coalition of left-wing parties and Neruda fervently campaigned on his behalf. Once in office, however, González Videla turned against the Communist Party. The breaking point for Senator Neruda was the violent repression of a Communist-led miners' strike in Lota, in October 1947, where striking workers were herded into island military prisons and a concentration camp in the town of Pisagua. Neruda's criticism of González Videla culminated in a dramatic speech in the Chilean senate on 6 January 1948 called ''Yo acuso'' ("I accuse"), in the course of which he read out the names of the miners and their families who were imprisoned at the concentration camp.


EXILE

The answer of Videla was to try to jail Neruda too. So, a few weeks later, Neruda had to go into hiding and he and his wife were smuggled from house to house, hidden by supporters and admirers for the next thirteen months. Whilst in hiding, Senator Neruda was removed from office and in September 1948 the Communist Party was banned altogether under the ''Ley de Defensa Permanente de la Democracia'' (Law for the Permanent Defense of Democracy), called by critics the ''Ley Maldita'' ("Accursed Law"), which eliminated over 26,000 people from the electoral registers, thus stripping them of their right to vote. Neruda's life underground ended in March 1949 when he fled over the Andes Mountains to Argentina on horseback, nearly drowning while crossing the Curringue River. He would dramatically recount his escape from Chile in his Nobel Prize lecture.

Once out of Chile, he spent the next three years in exile. In Buenos Aires a friend of Neruda, the future Nobel winner and novelist Miguel Ángel Asturias, was cultural attachè to the Guatemalan embassy. There was some slight resemblance between the two men, so Neruda went to Europe using Asturias's passport. Pablo Picasso arranged his entrance into Paris and Neruda made a surprise appearance there to a stunned World Congress of Peace Forces, the Chilean government meanwhile denying that the poet could have escaped the country.

Neruda spent those three years travelling extensively throughout Europe as well as taking trips to India, China, and the USSR. His trip to Mexico in late 1949 was lengthened due to a serious bout of phlebitis. A Chilean singer named Matilde Urrutia was hired to care for him and they began an affair that would, years later, culminate in marriage. During his exile, Urrutia would travel from country to country shadowing him and they would arrange meetings whenever they could.

While in Mexico Neruda also published his lengthy epic poem ''Canto General'', a Whitmanesque catalog of the history, geography, and flora and fauna of South America, accompanied by Neruda's observations and experiences. Many of them dealt with his time underground in Chile, which is when he composed much of the poem. In fact, he had carried the manuscript with him on his escape on horseback. A month later, a different edition of five thousand copies was boldly published in Chile by the outlawed Communist Party based on a manuscript Neruda had left behind.

His 1952 stay in a villa owned by Italian historian Edwin Cerio on the island of Capri was fictionalized in the popular film ''Il Postino'' ("The Postman", 1994).


RETURN TO CHILE

By 1952, the González Videla dictatorship was on its last legs, weakened by corruption scandals. The Chilean Socialist Party was in the process of nominating Salvador Allende as its candidate for the September 1952 presidential elections and was keen to have the presence of Neruda — as Chile's most prominent left-wing literary figure — to support the campaign.

Neruda returned in August of that year and rejoined Delia del Carril, who had travelled ahead of him some months earlier, but the marriage was crumbling. Del Carril eventually learned of his torrid affair with Mathilde Urritia and left him in 1955, moving back to Europe. Now united with Urrutia, Neruda would spend the rest of his life in Chile, many foreign trips notwithstanding and a stint as Allende's ambassador to France from 1970 to 1973.

By this time, Neruda enjoyed worldwide fame as a poet, and his books were being translated into virtually all the major languages of the world. He was also vocal on political issues, vigorously denouncing the U.S. during the Cuban missile crisis (later in the decade he would likewise repeatedly condemn the U.S. for the Vietnam War). But being one of the most prestigious and outspoken leftwing intellectuals alive also attracted opposition from ideological opponents. The Congress for Cultural Freedom, an anti-communist organization covertly established and funded by the U.S. Central Intelligence Agency, adopted Neruda as one of its primary targets and launched a campaign to undermine his reputation, reviving the old claim he had been an accomplice in the attack on Trotsky in Mexico City in 1940. The campaign became more intense when it became known that Neruda was a candidate for the 1964 Nobel prize, which was eventually awarded to Jean-Paul Sartre.

In 1966, Neruda was invited to attend an International PEN conference in New York City. Officially, he was barred from entering the U.S. because he was a communist, but the conference organizer, playwright Arthur Miller, eventually prevailed upon the Lyndon B. Johnson Administration to grant Neruda a visa. Neruda gave readings to packed halls, and even recorded some poems for the Library of Congress. Due to the presence of many East Bloc writers, Mexican writer Carlos Fuentes later wrote that the PEN conference marked a "beginning of the end" of the Cold War.

Upon Neruda's return to Chile, he stopped off in Peru, where he gave readings to enthusiastic crowds in Lima and Arequipa and was received by President Fernando Belaúnde Terry. However, the visit prompted an unpleasant backlash. The Peruvian government had come out against the government in Cuba of Fidel Castro, and in July 1966 retaliation against Neruda came in the form of a letter signed by more than one hundred Cuban intellectuals who charged Neruda with colluding with the enemy, and called him a example of the "tepid, pro-Yankee revisionism" then prevalent in Latin America. The affair was particularly painful for Neruda because of his previous outspoken support for the Cuban revolution, and he never visited the island again, even after an invitation in 1968.

After the death of Che Guevara in Bolivia in 1967, Neruda wrote several articles regretting the loss of a "great hero".


LAST YEARS

In 1970, Neruda was nominated as a candidate for the Chilean presidency, but ended up giving his support to Salvador Allende, who later won the election and was inaugurated in 1970 as the first democratically elected socialist head of state. Shortly thereafter, Allende appointed Neruda the Chilean ambassador to France (lasting from 1970-1972; his final diplomatic posting). Neruda returned to Chile two and half years later due to failing health.

As the Chilean coup of 1973 unfolded, Neruda, then deathly ill from prostate cancer, was devastated by the mounting attacks on the Allende government. The final military coup led by General augusto pinochet on 11 September saw Neruda's hopes for a socialist and democratic Chile literally go up in flames. Shortly thereafter, during a search of the house and grounds at Isla Negra by Chilean armed forces at which he was present, Neruda famously remarked:

Look around. There's only one thing of danger for you here: poetry

Neruda died of cancer on the evening of September 23, 1973, at Santiago's Santa María Clinic. Subsequent to his death, Neruda's homes in both Valparaiso and Santiago were looted and vandalized. His wife moved his body to lie in state amidst the rubble in the couple's Santiago house La Chascona, which had just been violently ransacked by the armed forces, as a way of drawing world attention to the ongoing conduct of pinochet's junta. His funeral took place with a massive police presence, so we call it one of the first acts of resistence against the pinochet regime. Also, it was an act of solidariety against the perpetration of an ignobile insulte against Neruda made by pinochet's armed forces: the devastation of Neruda's properties, just while the poet was dieing in the clinic.

Matilde Urritia subsequently compiled and edited for publication the memoirs that Neruda had been working on just days prior to his death. These and other activities brought her into conflict with pinochet's government, which continually sought to curtail Neruda's influence on the Chilean collective consciousness. Indeed, Neruda's poetry was outlawed in Chile by the junta until the restoration of democracy in 1990. Urritia's own memoir, ''My Life with Pablo Neruda'', was published posthumously in 1986.

Neruda owned three houses in Chile; today they are all open to the public as museums: La Chascona in Santiago, La Sebastiana in Valparaíso, and Casa de Isla Negra in Isla Negra, where he and Matilde Urrutia are buried.

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